TRASF ECO nasce (inizialmente Trasf snc) nel 1975 a Zelo Buon Persico (LO), poco a sud di Milano, fondata dalla famiglia Panuccio.

Fin dall’inizio si è occupata di produzione di componenti per le energie rinnovabili. L’attenzione all’ecologia, riflessa nella denominazione (TRASF-ormatore ECO-logico), è nata in anticipo rispetto alle mode. Questa attenzione nasce dalla considerazione che il trasformatore a secco, a basso impatto ambientale, sia la tecnologia del futuro.

TRASF ECO progetta e realizza trasformatori elettrici di potenza a secco e induttanze, ed ha clienti nei principali mercati mondiali, oltre che in Italia.

Nel corso degli anni TRASF ECO ha ampliato, perfezionato ed evoluto la propria produzione, tanto da superare severi test nazionali ed esteri, conseguendo numerosi riconoscimenti e certificazioni a partire dalla ISO 9001.

Grazie alla soddisfazione dei clienti, il riconoscimento più importante, TRASF ECO è cresciuta in modo considerevole, mantenendo la cura per prodotti e clienti che da sempre la distinguono.

La promessa di TRASF ECO è garantire:

  • Elevati standard qualitativi del prodotto
  • Velocità di progettazione, costruzione e consegna
  • Progettazione e realizzazione a misura delle esigenze del cliente.

TRASF ECO è pronta per cogliere le opportunità di un futuro sempre più attento a ecologia ed ambiente, da sempre aree prioritarie per l’azienda.

La nostra Mission

La nostra Mission è offrire prodotti e soluzioni efficaci ed efficienti per chi opera nella produzione e nella distribuzione di energie rinnovabili.

Puntiamo a costruire con i nostri clienti relazioni strategiche di lungo termine, basate su:

  • Eccellenza tecnologica e qualitativa 
  • Affidabilità di uso
  • Flessibilità, ossia capacità di capire e rispondere pienamente alle esigenze dei clienti
  • Velocità di esecuzione
  • Assistenza e servizio di livello superiore, pre e postvendita.

Crediamo che i risultati nascano dalla passione, dalla dedizione e dal lavoro. Questi valori dettano le nostre priorità, come dimostra la nostra storia e come i nostri clienti ci riconoscono.

Pensiamo che le nostre persone siano l’ingrediente chiave e crediamo nell’importanza in un ambiente positivo e stimolante in cui tutti possano esprimersi al meglio.

Tutto iniziò così…

Avrebbe potuto essere una storia come le altre quella di Giuseppe Panuccio, partito dalla sua Calabria per cercare fortuna al Nord.

Da Taurianova a Milano il passo è grande ma, per chi ha voglia e capacità di lavorare, Milano ha qualcosa da offrire e Giuseppe lo sa. Trova impiego in una piccola azienda di trasformatori dove lavora per 10 anni, acquisendo perizia ed esperienza nella realizzazione dei prodotti. Grazie al suo impegno raggiunge la tranquillità economica necessaria a metter su famiglia. Nel 1970, poco prima che l’Italia conoscesse i duri colpi della crisi, sposa la donna che lo ha accompagnato nel suo percorso di vita, Nerella. Con grande gioia accoglie l’arrivo dei figli, Domenico nel 1971 e Vincenzo nel 1975.

Un buon lavoro e una bella famiglia sarebbero bastati a tanti altri uomini per dirsi soddisfatti dei risultati raggiunti, ma lui aveva dentro di sé una forza speciale, e la voglia di non essere come tanti altri.

La nostra Storia

1975

LA NASCITA DI TRASF S.N.C.

Subito dopo l’arrivo del secondo figlio, Giuseppe decide di lasciare l’azienda in cui lavora per dare inizio ad un’avventura chiamata Trasf s.n.c. Nel garage della casa appena costruita, insieme al fratello, l’officina di Giuseppe prende vita.
Gli inizi non sono facili. Per creare un giro d’affari che permetta di tenere in piedi la piccola officina bisogna bussare a tante porte, e non tutte si aprono.
Quando si presentano i primi debiti per finanziare l’avvio dell’attività, la mancanza dello stipendio fisso a fine mese si sente. Per fortuna c’è Nerella accanto a lui, che aiuta la famiglia col suo stipendio di operaia in un’azienda di costumi alle porte di Milano.
Alle difficoltà iniziali Giuseppe risponde con grinta e determinazione. Continua a lavorare di giorno nella sua officina e la sera mette a frutto la sua passione per la musica. Studia, si perfeziona e inizia a suonare il basso nelle orchestre, a volte fino a tarda notte. Giornate di lavoro che sembrano non avere fine, ma lui è sempre pieno di energia, torna a casa dicendo “io sono d’acciaio” e porta avanti il suo sogno senza far sentire alla famiglia il peso di quel difficile inizio.
Dopo un paio di anni, finalmente, il volume d’affari comincia ad aumentare e la cantina diventa sempre più stretta. Lui affitta un capannone di 300 mq e inizia ad assumere i primi dipendenti grazie ai contratti stretti con le aziende che hanno creduto nella Trasf snc.

1982

L’OFFICINA DIVENTA UN’AZIENDA – TRASF S.R.L

Gli affari continuano a crescere e nel 1982 nasce la Nuova Trasf srl. Il vecchio capannone non basta. Ne viene acquistato uno di 500 mq a Zelo Buon Persico, ma anche quello diventa presto stretto per i 15 dipendenti che lavorano per la Nuova Trasf srl. Il ricordo delle difficoltà iniziali è ancora vivo e il senso degli affari suggerisce di mantenere il capannone in affitto ed ampliare lo spazio produttivo in quello di proprietà creando un soppalco di altri 200 mq, per evitare ulteriori passi ed indebitamenti.
Quando arrivano i primi contratti annuali con aziende di primo livello del settore, si decide di assumere un dirigente che si occupi del supporto alla crescita e alla progettazione di un’azienda che conta ormai 30 dipendenti.
La crescita continua a ritmi sostenuti e all’inizio degli anni novanta i fratelli Panuccio contano più di 35 dipendenti in azienda.
Nel 1993 si verifica la prima contrazione del mercato e sembra inevitabile che l’azienda vada incontro a qualche difficoltà. Lo scandalo Tangentopoli blocca i contratti annuali delle grandi aziende, i magazzini cominciano a riempirsi dei prodotti che avrebbero dovuto far fronte alle commesse e il numero dei dipendenti sembra essere sovrabbondante rispetto alla situazione di mercato che l’azienda deve affrontare. Qualcosa però non torna, perché l’azienda vede calare vertiginosamente i volumi di produzione ma i costi fissi continuano a restare troppo alti. Giuseppe si accorge che c’è qualcosa che non va, che c’è un problema nella gestione dell’azienda. Decide di andare in fondo e con un’attività di intelligence interna arriva a scoprire che la persona che avrebbe dovuto occuparsi della crescita della Nuova Trasf srl la stava in realtà danneggiando, dirottando commesse sulla concorrenza.
La delusione è tanta, ma non c’è tempo per restare a discutere con il responsabile di questa crisi. Con la grinta degli inizi, il dirigente che ha tradito la fiducia della società viene allontanato e l’azienda torna ad essere totalmente governata da Giuseppe e da suo fratello.
Mentre i figli di Giuseppe fanno la gavetta in produzione, l’azienda prova ad andare avanti tra tagli del personale e tentativi di ripresa del mercato.

1996

LA CRISI SEGNA UN NUOVO INIZIO - TRASF ECO S.N.C.

La situazione diventa sempre più difficile e il fratello di Giuseppe decide di non voler più continuare. Nel 1994 offre il suo 50% a Giuseppe che, con coraggio, decide di accettare per mantenere la speranza e l’orgoglio di offrire un futuro ai suoi figli. Giuseppe si impegna a rilevare l’azienda per un valore di 600.000.000 di lire da pagare in 10 anni e prova a ripartire ancora una volta.
Purtroppo la situazione della società è decisamente compromessa. L’azienda si trova ad avere un fatturato di 1.200.000.000 di vecchie lire, ed un debito verso i fornitori di pari importo. Le banche pignorano la casa di Giuseppe e i fornitori effettuano consegne solo con pagamenti anticipati.
La fine sembra essere inevitabile tanto che, nel 1995, Giuseppe decide di mettere in vendita l’azienda. Si presenta un'acquirente, una donna che desidera rilevare l’attività per dare un futuro al proprio figlio, neolaureato in ingegneria, disposta ad offrire 800.000.000 di lire per acquisire la società dalla quale Giuseppe sarebbe uscito definitivamente nell’arco dei successivi 5 anni.
Per un uomo che aveva creduto nel proprio sogno imprenditoriale ed era arrivato a realizzarlo tutto questo sembra troppo duro da accettare, tanto da rifugiarsi nella taverna di casa per piangere di fronte a quello che sente essere il suo fallimento.
Pochi giorni prima della data prevista per la vendita e nonostante lo scoramento, Giuseppe decise di confrontarsi con calma con i figli per chiedere loro se siano d’accordo nel provare a continuare, nonostante tutto.
La risposta dei figli è immediata ed entusiasta, sicuramente per la giovane età che li porta a sentirsi forti e capaci di superare le difficoltà del momento, ma anche per la voglia di sentirsi eroi e degni eredi di quanto costruito da Giuseppe fino a quel momento.
La vecchia società viene messa in liquidazione e nasce nel 1996 la Trasf Eco snc. La società riparte da zero, con soli 6 dipendenti e con i fratelli Domenico e Vincenzo Panuccio che affiancano il padre nell’opera di ricostruzione. Oltre al lavoro in officina, i figli di Giuseppe devono impegnarsi per sostenere la crescita della società. Secondo le indicazioni del padre il compito del figlio Domenico è quello di riprendere gli studi di perito elettrotecnico e impegnarsi a studiare, dopo l’orario di lavoro, per imparare a progettare i prodotti, mentre Vincenzo deve dedicarsi a seguire l’amministrazione.

2000

LA RESILIENZA CON LA SUA CONSEGUENZA

Il sogno di Giuseppe rinasce, con i figli al proprio fianco. Ricominciare è dura. Il mercato non crede alla capacità di Giuseppe di rialzarsi e le banche premono per un rientro dell’esposizione finanziaria. Per andare avanti l’azienda ricorre ad ogni mezzo. Grazie a qualche fornitore che crede nel progetto e ad una attentissima programmazione delle uscite si tiene sotto controllo la tenuta della cassa. Grazie al supporto di alcuni fornitori che credono nel progetto e, soprattutto, allo spirito di sacrificio dei fratelli Panuccio che rinunciano anche a ricevere il proprio stipendio pur di garantire quello degli operai con cui lavorano fianco a fianco, l’azienda comincia a risalire la china del mercato.

L’esperienza del passato suggerisce di non inseguire le commesse ad ogni costo. Non ci sono margini per assumere nuove risorse ed è meglio abbandonare i clienti cattivi pagatori, per garantire la massima efficacia degli sforzi produttivi in atto.
I frutti di questa politica aziendale cominciano a intravedersi e c’è persino la soddisfazione di vedere qualche nuovo cliente arrivare ma il macigno più grande, la sofferenza bancaria, ancora grava pesantemente sull’azienda.

2000

IL CORAGGIO DI CREDERE DI POTERCELA FARE

Arriva così il momento di una decisione coraggiosa, quella di vendere il capannone di proprietà per ottenere la liquidità necessaria a superare le difficoltà del passato.
Una ripartenza senza più zavorra, con piani di rientro concordati e una rinnovata credibilità nei confronti delle banche, con la produzione che continua all’interno del capannone ora in affitto e con una rinnovata energia verso il futuro.
Giuseppe Panuccio vede il suo sogno rispecchiarsi negli occhi dei figli, che come lui non si sono lasciati abbattere dalle difficoltà e con determinazione sono andati avanti, ottenendo risultati inaspettati.
Quando arrivano le prime commesse importanti l’idea di un capannone di proprietà si riaffaccia. Da un punto di vista economico il costo dell’affitto equivale al valore della rata di un mutuo e il passato ha dimostrato che un investimento come quello è un'importante risorsa per l’azienda.
La firma che porta all’acquisto è accompagnata da qualche timore e dalla consapevolezza dell’impegno che questa rappresenta. L’azienda ha fatto molti sforzi per tenere sotto controllo i costi e non si vuole vanificare quanto raggiunto, ma c’è anche la consapevolezza che per crescere bisogna correre qualche rischio.

2006

TUTTO RIPARTE PER FARE QUALCOSA DI IMPORTANTE

All’inizio del 2007 si compie il grande passo. Il periodo delle vacanze di Natale è il momento più propizio per traslocare, per chi non vuole perdere giorni di produzione. Anche se i lavori di costruzione del nuovo capannone non sono ancora terminati e i 1000 mq destinati alla produzione sono ancora senza cancelli e protezioni, si decide comunque di trasferire macchinari e magazzino. L’autorizzazione viene concessa anche prima del rogito che sancisce il passaggio di proprietà e in 10 giorni il passaggio alla nuova sede produttiva è completato.
Il 7 Gennaio i fratelli Panuccio e i ragazzi della produzione entrano nel nuovo stabilimento e assaporano il piacere di vedere realizzato il sogno della rinascita. Nuove commesse attendono e lo stabilimento adesso è grande ed attrezzato, pronto ad entrare in funzione per evaderle.
Il sogno deve però fare ancora una volta i conti con la realtà e, solo 24 ore dopo, gli sguardi pieni di fiducia nel futuro si trasformano in occhiate piene di delusione e rabbia. L’alba dell’8 Gennaio vede i fratelli Panuccio attoniti di fronte al portone del capannone sfondato e ai magazzini completamente svuotati. Tutte le materie prime, il rame e l’alluminio sono spariti. Persino le piccole quantità che erano già nelle macchine in produzione erano state rubate.
Tanta rabbia e delusione, ma ancora più voglia di non lasciarsi abbattere. I fratelli Panuccio iniziano subito a chiamare i fornitori e trovano chi, dall’altra parte, capisce che non c’è tempo da perdere. Caricano i camion, rame e alluminio in due giorni arrivano nello stabilimento, accompagnati anche da una disponibilità a dilazionare i pagamenti che si rivela fondamentale nel momento in cui i fratelli realizzano che il danno non è coperto dall’assicurazione, non essendo il capannone ancora formalmente completato.
La forma e la rapidità della reazione dei fratelli Panuccio viene ricompensata da una ottima ripresa degli affari. Man mano che le commesse aumentano il furto diventa solo un brutto ricordo.
Giuseppe continua a seguire a distanza l’evoluzione dei propri figli, tranquillo dei risultati che vanno consolidandosi, e la presenza in azienda è quasi solo un passatempo per lui.
I figli continuano invece a vederlo come una guida, per questo si allarmano quando Giuseppe sembra perdere un po’ del suo smalto. Piccole dimenticanze e domande ripetute non sono da lui e i fratelli convincono il padre a fare degli accertamenti.
Il responso fa paura: Alzheimer. I fratelli Panuccio sentono che potrebbero perdere il faro della loro attività ma, di nuovo, non c’è tempo per restare a pensare.

2010

LA CONSAPEVOLEZZA DI AVERE FATTO QUALCOSA DI STRAORDINARIO

Il 2009 segna l’esplosione del settore fotovoltaico. I numeri crescono vertiginosamente ma resta altissima l’attenzione sulla produzione e sugli acquisti. Nel 2010 le commesse portano quasi a raddoppiare il fatturato. L’azienda cresce. Vengono acquistati altri due capannoni, per un totale di 2000 mq, e il numero degli addetti sale a 35.
L’azienda si lascia definitivamente alle spalle le difficoltà iniziali. Le strategie commerciali si rivelano vincenti, il sistema bancario diventa partner di sviluppo e si mette a disposizione di quella che reputa un’azienda estremamente solida.
Purtroppo, la malattia di Giuseppe peggiora prima che lui possa vedere compiuto il suo sogno.
Trasf Eco è ormai una realtà affermata, tanto da ricevere shares di forniture da parte di colossi mondiali. I fratelli Domenico e Vincenzo credono fortemente nella loro azienda e lo dimostrano facendo continui investimenti in macchinari e personale. La loro tenacia e la loro attenzione al mercato sono premiate da una crescita costante tanto che, nel 2017, è necessario acquistare ulteriori 1000 mq di area produttiva per garantire il mantenimento di quegli elevati standard qualitativi che hanno reso l’azienda forte e insostituibile sul mercato.
I fratelli Panuccio sono ormai imprenditori affermati quando, nel 2019, Giuseppe lascia definitivamente soli Domenico e Vincenzo. Quasi come un sigillo, un passaggio di testimone, in quello stesso anno arriva il record storico di fatturato.
La storia dei Fratelli Panuccio non si ferma. Nel 2020 acquistano un altro capannone di 500 mq per dare un ulteriore impulso alla crescita, puntando sullo sviluppo di una propria significativa rete commerciale che vede la luce agli inizi del 2021. L’obiettivo è quello di diventare leader del settore, non solo sfruttando la forza e le grandi capacità che Trasf Eco ha costruito nel tempo, ma anche delineando una strategia di acquisizioni mirate per accelerare i ritmi di crescita. Il grande merito va anche ad una squadra formata da ragazzi molto giovani che, con la stessa tenacia dei Fratelli Panuccio, hanno contribuito alla crescita continua e che sono il vero motore trainante.
Agli inizi di questa nuova avventura per Trasf Eco, i Fratelli Panuccio sanno che il bello deve ancora arrivare e arriverà perché insieme sono una potenza. Anzi, come diceva il fondatore Giuseppe Panuccio, sono di “ACCIAIO”.